La tradizione dice che sia stata fondata dal re Ruggiero il Normanno, detto il re sanguinario, il quale diede queste terre ai suoi veterani. Ma alcuni studi mettono in evidenza, grazie ad alcuni ritrovamenti di reperti archeologici, che risale ad epoche molto più remote. Ci sono stati ritrovamenti di alcune tombe appartenenti a necropoli opicie del VI e VII secolo A.C. e anche dei ritrovamenti archeologici micenei durante gli scavi per i lavori della linea dell'alta velocità. Probabilmente il suo centro si è svilupato a partire da una serie di insediamenti rustici (come Arcopinto, Cantarello, Casavico, San Salvatore delle Monache, Arcora, Salice) e intorno alle chiese come appunto la chiesa di San Marco, la chiesa di Santa Maria d'Ajello, San Giorgio maritre ecc. Il suo nome forse deriva (ma ce ne sono diverse di ipotesi) da Afraore , Afragone, Afraolla ecc. Alcuni altri dalla desinenza, terra senza fragola o terra delle fragole. Altra ipotesi è quella che il suo nome sia legato al fragore di un ruscello " ad fragorem" . Sotto il regime fascista Afragola, come tutti i comuni italiani, fu amministrata da un podestà (dal 1927 al 1943 Luigi Ciaramella). L'area urbana si ampliò, e molte strade furono dotate di rete fognaria e pavimentazione regolare. Il 5 ottobre 1935 il re Vittorio Emanuele III, su proposta del podestà, conferì al Comune il titolo di "città", come commemorato da una targa marmorea affissa nell'atrio di Palazzo Civico il successivo 28 ottobre. Con l'armistizio dell'8 settembre 1943, la città fu occupata dai tedeschi, che posero un campo di prigionia all'interno del Casone Spena, nell'area dell'Arcopinto. Il 3 ottobre dello stesso anno i tedeschi furono messi in fuga dai contingenti alleati.
La nuova stazione di Napoli Afragola è come un ponte sopra i binari.
L'idea del ponte nasce dalla considerazione di allargare la passerella, necessaria per collegare
le varie banchine, fino a trasformarla nella principale galleria passeggeri della stazione,
cuore pulsante della nuova area destinata a essere riqualificata e valorizzata.
Il ponte assicura altresì la connessione del territorio evitando che la ferrovia diventi un elemento
di discontinuità e lega le due fasce del parco che si estendono sui lati dei binari creando un effetto
di continuità tra l'area delimitata dall'anello viario e il paesaggio circostante.
Gli accessi alla stazione,
sistemati sulle estremità est e ovest del ponte, permetteranno di raccogliere e incanalare i flussi
della clientela attraverso le aree commerciali verso il nodo centrale della sala passeggeri,
dove sono sistemate la biglietteria e le sale d'aspetto. La sala principale è stata progettata
per essere come un grande atrio luminoso che facilita la visuale verso le piattaforme dei binari
in basso e il centro commerciale della stazione in alto. La stazione Napoli Afragola è progettata
anche con un occhio rivolto all'ambiente; infatti sulla galleria è prevista una vetrata di oltre 5 000 m²
con shader al fine di permettere una diffusione controllata della luce solare diretta. Nell'area in cui
sorge la stazione, oltre alla galleria commerciale, si prevede la realizzazione anche di un parco
naturalistico tecnologico, di attrezzature per lo sport e di un grande centro espositivo o di altre attrazioni.
Secondo la tradizione, ricavata da un’operetta attribuita al frate domenicano Domenico De Stelleopardis,
la chiesa è stata edificata per ordine del re Guglielmo il Buono su richiesta degli abitanti del luogo. Il monaco afferma che,
nella notte del 10 aprile 1179, gli angeli trasferirono le mura di questo edificio dal luogo originario all’interno del bosco di San Marco,
così da coprire i corpi dei martiri della Chiesa di Nola al tempo delle persecuzioni dell’Imperatore romano Diocleziano e del suo crudele
prefetto Timoteo.
Interessante è la notizia cheil luogo dove poi sorse la chiesa era da tempo immemorabile oggetto di venerazione poiché vi erano poste
alcune reliquie di santi cristiani provenienti da Nola. Si configurerebbe, così, la natura insediativa di Afragola in seno ad un primissimo
incastellamento causato da un edificio di culto preesistente, un piccolo martyrium, di origine nolana. In sostanza, l’edificio attuale sarebbe la
testimonianza della provenienza nolana degli stessi abitanti, nel senso che essi facevano parte del grande territorio di Nola e, poi, di Acerra.
Il Santuario di Sant’Antonio di Afragola, elevato successivamente a basilica pontificia, è stato realizzato nel 1613,
assieme all’annesso convento dei frati minori riformati, dell’ordine francescano. Inizialmente la struttura era dedicata all’Immacolata
Concezione, poi a San Francesco e in seguito a Sant’Antonio da Padova. Il monumento è stato edificato in stile barocco;
gli interni sono interamente rivestiti in marmo. La struttura si sviluppa in tre navate; l’abside e le cappelle sono state realizzate sul lato sinistro.
Il campanile esterno è di più recente costruzione (1915). All’interno della Basilica di Sant’Antonio di Afragola è custodito un crocifisso miracoloso,
opera del frate Umile da Petralia. Molto bella è anche la statua lignea rappresentante Sant’Antonio da Padova.
Un dipinto posto all’interno della sacrestia rappresenta l’apparizione di Gesù Bambino a Sant’Antonio.
Gli affreschi che decorano il monumento sono opera di Vincenzo Severino, che li realizzò nel primo ventennio del secolo scorso.
Di notevole interesse culturale e storico è la biblioteca presente all’interno del collegio serafico dell’adiacente convento.
s
Al centro dell'altare della chiesa di San Giorgio, si erge un maestoso altare maggiore, decorato finemente, e che fu costruito da una delle
maestranze più abili dell'epoca e di tutto l'hinterland meridionale. San Giorgio viene ricordata più per le sue fiere dove anticamente
venivano consacrati gli animali, come i cavalli, gli animali da corte e cosi via. Cosa molto importante in quell'epoca in quanto rappresentavano
i mezzi di sussistenza delle famiglie.
La chiesa di Santa Maria d'Ajello è tra le più antiche di Afragola. Le prime notizie della sua costruzione si hanno
a partire dal 1130. Il terreno su cui fu edificata apparteneva alla famiglia d'Ajello sul quale era stat costruita
una cappella di piccole dimensioni inglobata poi nella costruzione della chiesa. Di particolare rilievo è la cupola maiolicata
del campanile che fu realizzata nel 1847.